Silvia Beltrami, Marianna Bussola, Anna Caruso, Antonella Casazza, Elisa Cella, Eleonora Chiesa, Cristina Costanzo, Ilaria Del Monte, Loredana Galante, Debora Garritani, Giovanna Lacedra, Coquelicot Mafille, Florencia Martinez, Marta Mez, Elena Monzo, Saba Najafi, Ieva Petersone, Alessandra Rovelli, Marta Sesana, Milena Sgambato, Tina Sgrò, Sanda Skujina, Vania Elettra Tam, Francesca Vitali Boldini
Il romanzo Venus in Furs (1870) opera di Leopold von Sacher-Masoch, rimane celebre nella memoria collettiva: Severin, un uomo sobrio, racconta della propria devozione assoluta per Wanda, che lui identifica con Venere, dea dell’amore. Nella stanza di Severin campeggia un dipinto, per il quale dice di aver tratto ispirazione dalla Venere allo specchio di Tiziano, che raffigura una venere del nord che indossa solamente una pelliccia: essa è l’incarnazione della donna perfetta secondo le proprie fantasie. Ma la protagonista, proprio in virtù di quella forza che tanto sobillava l’animo di Severin, si ribella e si emancipa dall’ideale a cui è associata per spogliarsi di quella pelliccia che la imprigionava in un ruolo. Venus in Furs è in misura più profonda la definitiva affermazione del desiderio di esprimersi e dell’istinto creativo come forza generatrice.
La collettiva “Venus in Furs” riunisce un gruppo di artiste che hanno deciso di esprimere il loro estro e la loro creazione proiettata come pulsione di vita, quello che Freud chiamava Eros, dal nome della divinità greca dell’amore.
Ogni artista si apre a un dialogo che restituisce un grande affresco dove confluiscono, attraverso medium diversi, aree di ricerca che indagano il tessuto contemporaneo nelle trame dell’esistenza. Parliamo del tema della memoria e della percezione del tempo, dei ricordi, o dell’inconscio e dei suoi luoghi inesplorati, passando per il corpo femminile, sinuoso e fluttuante come un velo o scultoreo.
La donna e il suo essere nella società odierna è vagliata nel suo scardinarsi dal classico ruolo di angelo del focolare, e allora l’immagine femminile è dipinta mentre è rinchiusa in asfissianti ambientazioni domestiche permeate di infiorescenze, o è alle prese con comuni faccende. Si passa anche all’attualità più stringente, con tematiche sociali che toccano l’antispecismo o più direttamente legate al mondo femminile, delineando percorsi che per quanto dolorosi portano alla rinascita e al ritrovamento di sé. L’arte ha un valore sociale, di avvicinamento tra le persone, di unione, come un rito collettivo dove regna il principio greco della kalocagathia, dove ciò che è bello è anche buono.
La collettiva “Venus in Furs” è stata possibile grazie all’impegno di Loredana Galante, Marta Mez e Antonella Casazza, che hanno costituito un comitato che si è occupato di coordinare e realizzare il progetto.
Venus in Furs (1870) the novel by Leopold von Sacher-Masoch, remains a renowned book in the collective memory: Severin, a simple man, tells his absolute devotion for Wanda, a woman that he identifies as Venus, the goddess of love. In Severin’s room, a painting dominates the setting, he said the artwork was inspired by Tiziano’s Venus in the mirror, which depicts a northern Venus wearing only a fur coat: she is the incarnation of the perfect woman according to his fantasies. But the protagonist rebels and emancipates herself from the ideal she is associated to by taking her fur off, the same fur that imprisoned her in a role.>
Venus in Furs is the final affirmation both of the desire of self expression and of the creative instinct conceived as a generating force on a deeper level.>
The collective exhibition “Venus in Furs” brings together a group of artists who have decided to express their creativity and their artworks projecting them as a life driven energy, the famous Eros described by Freud, named from the Greek god of love. Each artist dialogs returning a large fresco where different areas of research investigate the contemporary fabric of existence using different mediums.
We talk about the theme of memory and the perception of time, memories from the past, the unconscious and its unexplored places, crossing the female body that appears sinuous and fluctuating like a veil or a sculpture. The woman and her nowadays representation is examined while living her classic role of angel of the hearth. The female image is painted while she is locked up in suffocating domestic settings permeated with inflorescences or while dealing with common chores. The displayed artworks are also linked to current events, to their social issues that involve anti- speciesism and the female world, outlining painful paths that lead to rebirth and self-discovery. Art has the social value of bringing people together, of unity, art acts like a collective ritual where the Greek principle of kalocagathia reigns, in this world beauty is goodness.
The collective exhibition “Venus in Furs” was possible thanks to the commitment of Loredana Galante, Marta Mez and Antonella Casazza, who created a committee that coordinated and fulfilled the project.

via Carducci,2 – Robecchetto con induno (MI)
www.spazioartecontemporanea.com
+39 331 122 7674
Orari | Hours
Mercoledì – Domenica, 14:30-19:30 | Wednesday-Sunday, 2:30-7:30PM