BIOGRAPHY

 

Silvia Beltrami nata a Roma nel 1974, ha conseguito la maturità artistica a Lovere, e si è poi diplomata all’Accademia di Brera a Milano, vive e lavora a Desenzano del Garda


Silvia Beltrami born in Rome in 1974, holder of a diploma from the Accademia di Belle Arti di brera in Milan, live and works in Desenzano del Garda

■ “La vena artistica di Silvia Beltrami si sostanzia di una riflessione accorata e partecipe sulle dinamiche sociali, antropologiche e psicologiche dell’oggi.
Una padronanza tecnica sopraffina e delicata, una forte originalità manipolatoria nell’utilizzo di elementi e supporti: collage di carte di diversa provenienza applicate su intonachino da strappo d’affresco, con un effetto illusorio di apparente matericità pittorica davvero sorprendente. Vari i temi: sullo sfondo di ideali metropoli descritte nella loro vertiginosa frammentarietà volteggiano e si smarriscono gli innumerevoli personaggi di una moderna “Commedia”, che sperimentano il proprio sradicamento sul filo di un “equilibrismo indifferente”. Oppure gli “Uomini di piombo”, figure alienate e saturnine di quello spietato gioco delle parti che è un mercato del lavoro improntato sul “mors tua vita mea”, affaccendate in una quotidiana corsa a ostacoli nella lotta perenne e disperata per la sopravvivenza.

Più recente è l’approdo al tema del rave party: l’osservazione di Silvia Beltrami si focalizza sulla perdita d’identità, sullo stordimento frenetico, sull’euforia sfrenata di giovani che sperimentano la condizione di dipendenza – da un divertimento superficiale e autodistruttivo, dalla moda e dal consumismo, dal successo d’immagine in campo relazionale. Ma non c’è mai un atteggiamento censorio o moralistico: l’artista si avverte come una compagna di viaggio dei protagonisti inquieti delle proprie opere, i cui corpi e le cui anime sono scisse in centinaia di minuscoli frammenti, schegge incontrollate (ma sorvegliatissime dalla Beltrami sotto il profilo formale) di un vagare alla ricerca del senso.”

Paolo Bolpagni

 


 

■ “The artistic vein of Silvia Beltrami materializes in a heartfelt reflection, sharing on the social, anthropological and psycological dynamic of today. Supefine and delicate technical mastery, a strong manipulative originality in the use of elements and media:collage cards from different backgrounds applied on plaster by tearing of the fresco, whith an illusory effect of apparent materiality of the painting that is truly amazing.Various themes against the backdrop of the ideal metropolies described in their vertiginous fragmentary circle and lose the numerous characters of a modern “comedy” that experiences its own eradication on a thread of “neutral equilibrium”.Or the “Lead men” alienated and saturnlike figures of the ruthless game of rules which is the labour market marked by “mors tua vita mea”, bustling in a daily obstacle race in the perennial and desperate struggle for survival.

The most recent approach is the issue of the rave party: Silvia Beltrami’s observation focuses on the loss of identity, on the stunning frenetic unbridled euphoria by the young people who experience the condition of dependency from a superficial and self-descructive enjoyment , fashion and consumerism, from a successful image in the relational field.

But there is never a censory or moralistic attitude: the artist is thought of as a travel companion of the restless protagonists of their own works, the bodies and souls are split into hundreds of minute fragments, uncontrolled splinters (supervised through by Beltrami’s formality) from wandering in the research for meaning.”

Paolo Bolpagni

 

 

■ Con le sue opere Silvia Beltrami risponde alle attuali tendenze e alle necessità di apertura dei media, alla trasformazione contemporanea di linguaggi estetici tra storia nobile e contemporaneità. La sua base, la sua esperienza, si forma con le tecniche storiche, in primo piano l’affresco come una specie di fondamento artistico italiano. Da questo punto, ancora ispirato dai tempi degli studi alla Accademia di Brera a Milano, amplifica la sua ricerca tramite il metodo del collage, usando mass media quotidiani e strappando frammenti e relitti dal loro panorama immaginario. Beltrami è una maga del collage che per conto suo già rappresenta il messaggio essenziale dell’avanguardia storica e che però subisce con la Beltrami una particolare trasformazione e attualizzazione. Il mondo di Silvia assorbe la qualità dinamica della nostra epoca in una spaventosa totalità, riflette la disintegrazione, la mobilità e confusione di una generazione oltre “no future” – frenetica, sempre in movimento, in colloquio che non è più colloquio ma autoreferenziale, disorientata, accelerata, forse irresponsabile, ma comunque dedicata al divertimento, alle tendenze e mode. Beltrami non critica o prende posizione, e più interessata a una constatazione, un protocollo, un ritratto dei propri coetanei – e soprattutto al matrimonio tra passato (attraverso la tecnica) e presente (grazie al tema).

Forse preoccupata, forse malinconica. La sua ansietà (ricordando il grande Harold Rosenberg) merita la nostra piena attenzione.

Ellen Maurer Zilioli

 


 

■ Silvia Beltrami, born in Rome in 1974 and for quite some time now living in northern Italy, is regarded as the young, very promising representative of an unusual art form. She devotes herself to a refreshingly contemporary interpretation of collage. Holder of a diploma from the Accademia di Belle Arti di Brera in Milan, the artist works mainly with wallpaper and newsprint on used cardboard or rendered canvas to create her dynamic and vibrant compositions.

Deploying extraordinary dexterity and astonishing powers of visualisation, Beltrami transfers visual ideas developed in small formats to large surfaces. With a deft hand she designs complex picture spaces and figurative ensembles.

Silvia Beltrami concentrates on selected current phenomena and problems afflicting contemporary society. Sheexamines, for instance, the defamiliarising effect of fashion and consumer pressures on young people, with the concomitant ego dissolution and loss of identity caused by superficiality and addiction to the contemporary “me culture”, along with the anonymity and pressure for success generated by the working environment.

Beltrami is not so much concerned with critically reflecting on lifestyle trends as she is with neutrally, although occasionally partially observing what belongs to her generation. Seismographically registering the tension and its discharge, she hurls herself into her motifs with passion and empathy nonetheless underpinned by prudent neutrality.

Ellen Maurer Zilioli